11 novembre 2023 – 6° Workshop Nazionale: cronaca dell’evento

 

Sabato 11 novembre dalle ore 9 presso l’Aula Magna dell’Istituto ANT a Bologna, in via Jacopo di Paolo 36, si è tenuto il 6° Workshop Nazionale il cui tema è “La tutela della vita tra eutanasia, suicidio assistito e cure palliative”.
Riportiamo come il quotidiano Avvenire ha descritto l’evento.

UNO SGUARDO UMANO PER LA NOSTRA SOCIETA’ CHE RIFUGGE IL DOLORE

I temi più importanti e attuali sul fine vita, sia in senso negativo (eutanasia e suicidio assistito) sia in senso positive (cure palliative e assistenza domiciliare) sono state al centro del workshop che si è tenuto sabato 11 a Bologna nell’ aula magna della “Fondazione ANT Italia” per iniziativa di diversi enti e associazioni, tra cui “Fondazione Ipsser”, “Istituto Veritatis Splendor”, associazione “Insieme per Cristina” e “Avvenire”.

L’incontro, introdotto dal presidente Ipsser monsignor Fiorenzo Facchini, è stato coordinato dalla giornalista di Avvenire Lucia Bellaspiga con l’intervento del collega Francesco Ognibene, curatore dell’inserto “è vita”.

Al centro della riflessione, nella prima parte, la legge sul fine vita, la 219 del 2017, che ha regolamentato le Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT) e sulla quale si è espressa poi la Corte Costituzionale: essa, ha precisato il giurista Paolo Cavana, dell’Università LUMSA, non stabilisce un “diritto a morire” e afferma la non punibilità del cosiddetto “suicidio assistito” solo in presenza di precisi requisiti e con il parere di un organismo etico territoriale.

Ivo Colozzi, sociologo dell’Università di Bologna, ha inquadrato il tema generale del voler porre fine alla vita in quello che ha chiamato un cambiamento di un paradigma culturale, per cui la nostra società dell’efficienza non dà più alcun significato al dolore, e non gli permette quindi di esprimersi e neppure di comunicarsi.

Particolarmente importanti e interessanti sono state le testimonianze di Danila Valenti, direttrice della Rete cure palliative dell’Ausi di Bologna, Maria Caterina Pallotti, oncologa palliativista, e Silvia Varani, psicologa, responsabile della formazione della fondazione “Ant Italia onlus”.
In particolare, Danila Valenti ha ricordato che la terapia del dolore costituisce solo 50% del trattamento palliativo, che ha aspetti, oltre che fisici, sociali e spirituali. Silvia Varani si è soffermata sulla sedazione palliativa profonda, che, ha sottolineato, come tutte le cure palliative, non conduce direttamente alla morte ma vuole lenire il dolore per un trapasso con la minima sofferenza possibile.

Coinvolgente la testimonianza di Gian Luigi Poggi, dell’associazione “Insieme per Cristina” nata intorno alla vicenda di Cristina Magrini, vissuta per oltre trent’anni in stato di minima coscienza. Poggi ha rivendicato il diritto a questo stato di minima coscienza, senza il ricorso all’eutanasia, soprattutto quando, come nel caso di Eluana Englaro, il soggetto non è né attaccato alle macchine né tantomeno “terminale”.

Chiara Unguendoli (Estratto da Avvenire del 16/11/2023)

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Foto di gruppo. Tutti insieme, relatori e collaboratori
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Alcune partecipanti: Silvia Cocchi, Lucia Bellaspiga, Francesca Golfarelli
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Alcuni relatori: Ivo Coluzzi, Mons. Fiorenzo Facchini e Gianluigi Poggi
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