10 novembre 2023 – il Resto del Carlino: Ogni vita ha un suo significato

 

LA TESTIMONIANZA DI CHI HA SCELTO LA VITA.

La testimonianza di Romano Magrini che ha scelto e si è sempre battuto per la vita di sua figlia. Nello sconforto per mancanza di fiducia nelle istituzioni ha anche pensato alla morte della figlia come liberazione dalla sofferenza ma non ha mai adottato soluzioni finali tenendosi una croce che solo l’Amore gli ha permesso di sopportare.

Romano Magrini oggi ha 91 anni. Per 37 anni e 4 mesi è stato al fianco di sua figlia Cristina finita in coma, e poi in quello che la scienza definisce stato vegetativo, a causa di un incidente stradale. Cristina è morta a 53 anni il 10 aprile 2019,

Signor Magrini, per sua figlia lei ha scelto la vita, fino all’ultimo, anche dopo che è deceduta sua moglie. Ma chi è proprietario dell’esistenza di una persona che non può decidere?
I genitori, il padre e la madre. In Inghilterra non sta funzionando così con la piccola Indi.

– Quello che sta succedendo con quella povera bimba è di una violenza barbara.

Perché?

– Perché se un genitore vuole tenere in vita un figlio anche se in gravissime condizioni, anche se può soffrire, beh, io dico che l’unica e ultima parola spetta e deve spettare a lui. Non ai giudici.

I genitori possono prendere anche strade diverse, esempio simbolo “Il caso Englaro….”

– A volte il dolore per la sofferenza di un figlio può portare a preferire la morte per evitare che il proprio caro soffra, ma l’amore può essere egoista. Ricordiamoci che il bene della vita non è mai una cosa da buttar via.

In questo suo discorso c’entrano la fede e la religione?

– No, non c’entrano fede e religione, quelli sono fatti personali.

Sua figlia Cristina soffriva?

– Non so quanto soffriva e se per capiva qualcosa. So però che quando ci siamo trasferiti da Sarzana a Bologna si è messa a piangere e che al suo ultimo compleanno con gli scout ha sorriso.

Lei non ha mai avuto dubbi, tentennamenti, cedimenti?

– Si, certo che li ho avuti. Li ho avuti soprattutto quando con l’avanzare degli anni e a causa degli acciacchi non ero più in grado di provvedere a Cristina. Chi poteva occuparsi di lei? Come me l’avrebbero tenuta?

E allora ha anche pensato che forse sarebbe stato meglio anticipare la morte di sua figlia?

– Si, poi per fortuna ho trovato persone buone, già da Pioppe di Salvaro e Sarzana. Poi a Bologna mi sono affidato all’associazione ‘Insieme per Cristina’ e ce l’abbiamo fatta. Cristina è stata con noi finché il suo fisico ha retto. E morta naturalmente. Ogni vita ha un senso, ogni vita ha un significato.

Massimo Pandolfi (Estratto dal Resto del Carlino dell’11/11/2023)

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